Dove si incontrano paesaggi, habitat e patrimonio

Natura e sentieri

A Tenuta Della Casa la natura fa parte del nostro Essere. La tenuta è un mosaico di vigneti, boschi di querce, zone umide, prati e lo storico parco dei pini neri, tutti collegati da sentieri che invitano a camminare senza fretta.
Questa sezione apre due porte d'accesso: l' Ecosistemadove la biodiversità e le pratiche sostenibili plasmano la nostra terra, e la Fattoria didatticadove api, animali e apprendimento pratico danno vita a questo equilibrio. Più avanti, esplorerete i sentieri dettagliati e i punti di riferimento che collegano cultura, ecologia e patrimonio in un unico paesaggio vivente.

Un mosaico di habitats in equilibrio

La Tenuta Della Casa è radicata in un paesaggio di notevole diversità. I vigneti condividono lo spazio con i boschi di quercia, la macchia di ginepro, le zone umide e i prati: ogni habitat sostiene l'altro. Le api si nutrono tra le siepi, gli uccelli nidificano in boschetti silenziosi e i terreni sottostanti conservano la memoria di antichi mari che hanno modellato la Ponca del Collio.
Il nostro approccio è semplice: coltivare in modo da mantenere vivo questo mosaico. Le varietà di uva resistenti riducono i trattamenti; i boschi e i prati proteggono gli impollinatori; le zone umide immagazzinano acqua e ospitano anfibi. Il risultato sono viti più sane e un ambiente più ricco che rende più profonda ogni passeggiata, ogni bicchiere e ogni momento qui.
Equilibrio - Armonia - Evoluzione

IL NOSTRO ECOSISTEMA

La Tenuta Della Casa è radicata in un paesaggio di notevole diversità. I vigneti condividono lo spazio con i boschi di quercia, la macchia di ginepro, le zone umide e i prati: ogni habitat sostiene l'altro. Le api si nutrono tra le siepi, gli uccelli nidificano in boschetti silenziosi e i terreni sottostanti conservano la memoria di antichi mari che hanno modellato la Ponca del Collio.
Il nostro approccio è semplice: coltivare in modo da mantenere vivo questo mosaico. I vitigni resistenti riducono i trattamenti; i boschi e i prati proteggono gli impollinatori; le zone umide immagazzinano acqua e ospitano anfibi. Il risultato non è solo una vite più sana, ma anche un ambiente più ampio ed equilibrato che arricchisce ogni passeggiata, ogni bicchiere di vino e ogni momento trascorso qui.
L'ecosistema è sia naturale che culturale: la prova è che quando ci prendiamo cura del luogo, esso si prende cura di noi.

La vita sostenuta dalle api e dalla fauna selvatica

Fauna e impollinatori

Gli impollinatori sono il cuore del nostro ecosistema. Le api collegano le viti con i fiori selvatici, garantendo l'equilibrio e la fertilità della tenuta. Attraverso l'apicoltura, la produzione di miele e il legame tra le api e le viti, siamo testimoni della fragilità e della resistenza di questi cicli. La fauna selvatica, dagli uccelli ai piccoli mammiferi, aggiunge ulteriore ricchezza, ricordandoci che i vigneti prosperano meglio in una rete vivente più ampia.

Gli impollinatori al centro del nostro paesaggio

Api

Le nostre api vivono dove il bosco, il prato e i vigneti si incontrano: un filo silenzioso che unisce la tenuta. Ci ricordano che i vini sani iniziano con ecosistemi sani e che le piccole scelte costanti mantengono in equilibrio la rete più ampia.
Gestiamo l'apiario con mano delicata e manteniamo il foraggio vicino - siepi, margini di fiori selvatici e colture di copertura fiorite - per sostenere le api e gli impollinatori autoctoni durante le stagioni. I visitatori osservano gli alveari da una distanza di sicurezza; gli attrezzi e i telai vengono mostrati al di fuori della colonia, e si preferisce osservare con calma piuttosto che disturbare. Viene prestata particolare attenzione alle eventuali allergie.

Dove è iniziata la nostra storia

Apicoltura e miele

L'apicoltura e il miele sono state le prime attività pratiche della nostra Fattoria Didattica, iniziata nel 2009-Il seme di un progetto che ancora oggi guida il nostro modo di imparare, di coltivare e di accogliere gli ospiti.

Raccogliamo piccole quantità con un tocco leggero - manipolazione tranquilla, estrazione a freddo e filtrazione minima - in modo che ogni vasetto mantenga il carattere della stagione. I prati, le siepi e i margini dei boschi circostanti modellano l'aroma e la consistenza, mentre il nostro approccio a basso impatto garantisce il foraggio per le api e lo spazio per la crescita di altri impollinatori. Su richiesta sono disponibili degustazioni di miele e visite incentrate sulle api, concepite per essere istruttive e sicure per tutte le età.

Dai fiori al sapore

Api, viti e vino

I fiori dell'uva si autoimpollinano in gran parte, ma le api sono fondamentali per il paesaggio che sostiene la vite. Il loro lavoro sostiene le piante e gli organismi che rendono i vigneti più forti, i terreni più ricchi e le chiome più resistenti.

Colture di copertura e siepi: Le api aiutano a seminare e a mantenere questi corridoi rigogliosi, fondamentali per la vita del suolo e per gli insetti benefici.
Equilibrio naturale: Più biodiversità significa meno interventi e una crescita più stabile della vite, soprattutto in abbinamento alle nostre scelte PIWI.
Senso del luogo: Come il miele riflette i fiori della nostra tenuta, i nostri vini riflettono l'equilibrio dell'ecosistema che li sostiene.

Dove i mari antichi danno forma ai vitigni di oggi

Geologia e assetto del territorio

Sotto i nostri piedi si trova la Ponca - strati alternati di marna e arenaria - che incontra i terreni più ventilati della pianura del Preval. Questo contrasto determina il drenaggio, la ritenzione idrica e il ritmo di crescita della vite. La struttura di Ponca rilascia piccole riserve d'acqua nei periodi di siccità, mentre la pianura aperta invita a venti più ampi e a un raffreddamento più lento. L'insieme di questi fattori conferisce a questo luogo - e ai nostri vini - freschezza, limpidezza e struttura equilibrata.

Pietra, acqua, radici

Geologia e suolo

Sotto i nostri piedi si trova la stratificazione del Collio Ponca-marna e arenaria, che si incontrano con i terreni più profondi e ventilati della pianura di Preval. Il contrasto modella il drenaggio, la ritenzione idrica e il ritmo di crescita della vite.
Gli strati alternati di Ponca rilasciano piccole riserve d'acqua nei periodi di siccità, mentre la pianura aperta invita a venti più ampi e a un raffreddamento più lento. L'insieme di questi fattori conferisce a questo luogo - e ai nostri vini - freschezza, chiarezza e struttura equilibrata.

Bordi che raccontano storie

Confini e soglie

La nostra terra si trova dove le colline incontrano la pianura e i confini storici si incrociano. Il risultato è un mosaico di esposizioni, brezze e panorami: luoghi in cui rallentare e notare come un mondo si fonde con l'altro.
Qui le soglie sono importanti: dal pino al prato, dalla zona umida alla vite, dal crinale al margine del bosco. Ogni transizione ospita la propria comunità di piante e animali e ci insegna a lavorare con l'ambiente, non contro di esso.

Acqua, vento e ombra

Microclima e ciclo dell'acqua

I boschi rinfrescano l'aria; i crinali aperti attirano le brezze; le sacche umide si ricaricano grazie alle precipitazioni e alle acque sotterranee.
Questo ritmo naturale - vento, ombra, infiltrazioni - aiuta la nostra Tenuta a superare il caldo e la siccità. Proteggiamo le aree umide, manteniamo i sentieri leggeri e reversibili e lasciamo che la foresta faccia il suo lavoro silenzioso.

Coltivare pensando all'equilibrio a lungo termine

Pratiche di gestione dell'ecosistema

Il nostro approccio privilegia la sostenibilità rispetto alla velocità. Prati e siepi forniscono corridoi per gli impollinatori. Le colture di copertura arricchiscono la vita del suolo e riducono l'erosione. I vitigni resistenti (PIWI) limitano i trattamenti, preservando la salute delle viti e dell'ambiente in generale. Grazie a queste pratiche, la gestione diventa visibile in ogni campo e solco: un'agricoltura rispettosa e resiliente.

Corridoi della vita

Prati e siepi

Intorno alle vigne e al bosco manteniamo nastri di prato e siepi autoctone, corridoi silenziosi per uccelli, insetti e piccoli mammiferi.
Gestiti con mano leggera, questi bordi offrono nettare, semi e copertura; collegano gli habitat e mantengono l'equilibrio naturale della fattoria. La falciatura è programmata in modo da rispettare, ove possibile, la fioritura e la nidificazione.

Suolo vivo, tocco più leggero

Colture di copertura e vita del suolo

Le colture di copertura stagionali e la cura dei terreni morbidi creano un suolo vivo: più struttura, più vita, migliore equilibrio idrico.
Privilegiamo le coltivazioni poco profonde, i residui organici e le coperture fiorite che alimentano gli organismi del suolo e sostengono gli impollinatori. L'obiettivo è semplice: filari resistenti e chiome più silenziose.

Resilienza per progettazione

PIWI e viticoltura a basso impatto

Oltre alle varietà autoctone, coltiviamo uva resistente ai funghi (PIWI) Meno interventi, più tempo per ascoltare il vigneto e un habitat più sicuro per le persone e gli impollinatori.
In questo mosaico di boschi, prati e vigneti, le scelte PIWI contribuiscono a mantenere un'impronta leggera, a sostenere la biodiversità e a preservare la precisione e il rigore dei vini.

Impegni semplici

La gestione manageriale nella pratica

"Semplicemente sostenibile" significa piccole scelte costanti fatte ogni giorno.
Proteggere le aree umide e i margini dei boschi.
Mantenere le finestre fiorite per gli impollinatori.
Dare priorità ai PIWI e all'agricoltura a basso impatto.
Mantenere opere leggere e reversibili.
Educare attraverso la Fattoria didattica.
Monitorare, imparare, adattarsi.

Incontrare la Tenuta con tutti i sensi

Riflessioni sensoriali ed esperienziali

L'ecosistema non è solo visto, ma anche sentito, percepito e vissuto. Il cielo notturno sopra laTenuta rivela costellazioni silenziose; i paesaggi sonori passano dai grilli alle civette. L'osservazione della fauna selvatica mette in contatto i visitatori con i ritmi del luogo. Con la mappa della Tenuta in mano, gli ospiti possono navigare tra i sentieri e gli habitat, guidati da punti di passaggio che incoraggiano pause di riflessione e di scoperta.

Guardare, non disturbare

Osservazione della fauna selvatica

Le restanti zone umide e i margini dei boschi sono aree di riposo per gli uccelli e rifugi per anfibi e insetti.
Dalla passerella di legno si può osservare senza calpestare. Cercate i visitatori stagionali e le piccole vite dei prati umidi; la pazienza rivela più del movimento.

Tranquillo per natura

Cielo notturno e suono

Manteniamo l'illuminazione bassa e concentrata e privilegiamo i suoni a misura d'uomo. Il buio fa parte dell'habitat, così come il silenzio.
Serate tranquille significano fauna selvatica più calma e stelle più vere. Vi preghiamo di usare le torce con parsimonia e di tenere la voce bassa durante le passeggiate notturne.

Leggere il paesaggio al proprio ritmo

Mappa e orientamento della tenuta

I waypoint evidenziano la soglia dei pini neri, la passerella della zona umida e i tranquilli punti di osservazione, con leggeri richiami al galateo: rimanere sui sentieri, cani al guinzaglio, lasciare spazio alla fauna selvatica. Ritirate una copia stampata alla reception/sala di degustazione o scansionate il QR all'inizio del sentiero.

Percorsi in un paesaggio vivente

I SENTIERI

I percorsi non impegnativi si snodano tra vigneti, querceti, bordi di zone umide e il parco secolare di pini neri. Con pendenze lievi e ampie vedute sul Collio, i sentieri invitano a camminare al ritmo della terra, notando come gli habitat si collegano tra loro: vite, prato, foresta e ruscello.

Percorsi a piedi con un proprio carattere

Sentieri

Ogni sentiero della Tenuta Della Casa ha il suo ritmo, modellato dagli alberi, dal terreno e dalla luce. Alcuni invitano all'ombra e alla quiete, altri si aprono su ampie vedute del Preval. Insieme, formano una rete che permette di leggere il territorio a passo d'uomo, scegliendo il sentiero più adatto al proprio umore, al tempo o alla stagione.

Sentiero dei Castagni

Una linea dolcemente ondulata sotto castagni maturi. Il terreno è ricco di foglie cadute e mantiene l'aria fresca anche in piena estate. La luce filtrata e il terreno morbido lo rendono un percorso tranquillo e rinfrescante.

Sentiero dei Ginepri

Secco e profumato, questo sentiero segue bordi aperti dove prosperano cespugli di ginepro ed erbe selvatiche. La vista si apre verso il Preval, con leggere brezze che portano i profumi di pino e salvia.

Sentiero sotto le Querce

L'ombra soffusa, il canto degli uccelli e il profumo terroso delle foglie di quercia. Brevi aperture nella chioma lasciano intravedere i vigneti vicini. Una buona scelta per le giornate calde, quando si desidera sia l'ombra che l'atmosfera.

Sentiero all'Ombra

Fedele al suo nome, questo connettore rimane fresco per tutto il giorno. La sua facile pendenza e la superficie pianeggiante lo rendono ideale per una dolce passeggiata in famiglia, soprattutto in estate.

Sentiero dei Cavalli

Un tracciato più ampio con pendenze morbide e lunghe linee di visibilità attraverso il Collio. L'orizzonte aperto la rende particolarmente bella al tramonto, quando il paesaggio risplende della luce della sera.

Sentiero delle Felci

Questo percorso si snoda lungo i margini umidi del bosco, dove felci, muschi e terreno umido accennano a sorgenti nascoste. La frescura e il verde segnano una transizione tra i vigneti più secchi e il suolo umido del bosco e la lusinghiera luce dell'ora del tramonto.

Corso delle Api

Un approccio tranquillo vicino all'apiario. Qui il ronzio delle api ricorda il legame vitale tra gli impollinatori e le viti. Vi preghiamo di muovervi lentamente e di mantenere una distanza rispettosa dagli alveari.

Salita Sgubin e Autostrada Denis II

Questi connettori interni non hanno un nome romantico, ma offrono varietà e flessibilità. Utilizzateli per aggiungere lunghezza a un anello o per collegare sentieri di cresta con tratti ombreggiati, creando la vostra passeggiata su misura.

Sette luoghi per fermarsi a riflettere

Le 7 Pause

Lungo la rete di sentieri si trovano sette luoghi segnalati per il riposo e la contemplazione. Ognuno di essi é una pausa. Alcuni si aprono sulle colline del Collio, altri si chiudono in un'ombra fresca o sono circondati da rose. Ci ricordano che camminare non significa solo avanzare, ma anche fermarsi, respirare e lasciar parlare il paesaggio.

La Pausa alla Bella Vista

Un belvedere naturale dove il Collio si dispiega in ampi orizzonti. Meglio al tramonto, quando la luce si ammorbidisce e le colline lontane brillano di toni ambrati.

La Pausa nel Roseto

Quattro roseti si riuniscono in uno spazio riparato. Il colore e il profumo attirano gli impollinatori e i visitatori, rendendo questo un momento di bellezza e biodiversità.

La Pausa nel Vigneto

Incastonata tra i filari dei vigneti, questa sosta è modellata dalla brezza e dalla luce che filtra attraverso la chioma. L'ombra è scarsa, ma l'apertura offre un forte senso del carattere e del luogo.

La Pausa nel Giardinetto

Un giardino tascabile con posti a sedere a portata di mano. Riparato e intimo, è perfetto per una breve pausa o un momento di tranquillità prima di continuare il giro.

La Pausa al Gazebo

Sotto una chioma verde e viva di alberi, lo spazio di questo gazebo naturale diventa un facile punto d'incontro. In estate, l'ombra filtrata lo rende una delle pause più accoglienti.

La Pausa nel Fresco

L'ombra profonda del bosco si raccoglie qui, abbassando sia la luce che la temperatura. Gli occhi si adattano lentamente; le orecchie si sintonizzano sulla vita del bosco: uccelli, insetti, fruscio delle foglie.

Parco Mini Plessiva

Un piccolo boschetto pianeggiante circondato da alberi a ricordare il più famoso e grande Bosco di Plessiva poco più distante . Accogliente, semplice e tranquillo, rappresenta una pausa naturale in una radura circolare.

Luoghi dove natura e storia si incontrano

Punti di riferimento del patrimonio

Lungo i sentieri si incontrano paesaggi modellati dal tempo e dalla cura dell'uomo. Dallo storico parco dei pini neri, piantato nel 1901, alle zone umide di Preval, al roseto e al bosco silenzioso, ogni punto di riferimento è un punto di sosta con una propria storia.

Un punto di riferimento secolare

Il parco dei pini neri (1901)

Piantato nel 1901 dagli austriaci, all'ingresso della tenuta, questo è l'unico parco di pini neri del Collio-Un boschetto storico che si è trasformato in un biotopo distinto e in una tranquilla soglia verde del nostro paesaggio.
Intorno alla fine del XX secolo, il pino nero (Pinus nigra) era ampiamente utilizzato in tutto il Friuli-Venezia Giulia per i rimboschimenti e le cinture di protezione, apprezzato per la sua resilienza e per le radici che stabilizzano il suolo. Il nostro parco riflette la pratica paesaggistica di quell'epoca e offre oggi un rifugio per uccelli, insetti e piante amanti dell'ombra. In particolare su uno degli alberi nidifica il Corvo imperiale, unico esempio in tutta Italia ad eccezione del parco del gran Paradiso. I sentieri sono mantenuti in modo leggero; il legno caduto viene lasciato dove necessario per sostenere l'habitat. Si prega di camminare in silenzio e di attenersi al percorso segnalato.

Dall'acqua ai terreni agricoli

La storia del Preval (storia delle zone umide)

Per gran parte della sua storia, il bacino del Preval è stato sommerso dalle acque del Pleistocene, che hanno lasciato un lago poco profondo e, nei secoli successivi, un'ampia palude. Negli anni '30 del secolo scorso grandi opere di bonifica hanno prosciugato la pianura per creare campi produttivi, ridisegnando il paesaggio che vediamo oggi.
Solo alcuni frammenti della zona umida originaria sopravvivono e sono ora protetti come il Natura 2000 sito "Palude del Preval" (IT3330001) - un raro complesso di stagni e boschi igrofili all'interno di un contesto collinare, utilizzato da uccelli migratori e anfibi. L'airone bianco ne è il simbolo.
All'interno del Parco dei pini neri abbiamo deliberatamente lasciato una sacca della storica palude intatta. La passerella in legno permette ai visitatori di osservare l'habitat senza calpestarlo. Qui la zona umida si forma naturalmente da infiltrazione delle acque sotterranee e precipitazioni stagionalialimentando prati umidi e alberi che amano l'umidità e offrendo un rifugio tranquillo per insetti, anfibi e uccelli. (Visite guidate disponibili su richiesta).

Profumo, colore e serenità

Il roseto storico

Un rifugio tranquillo nel cuore della Tenuta: 23 famiglie di rose disposte in quattro rosoni a creare un arazzo vivente, un luogo ideale per fermarsi, respirare e godersi la natura.
Il disegno circolare incornicia le ondate stagionali di fioritura, dai primi boccioli ai petali di fine estate, invitando a prestare una lenta attenzione alla forma, al profumo e agli impollinatori. Panchine e sentieri morbidi incoraggiano le visite con calma; si prega di attenersi ai passaggi e di ammirare i fiori senza raccoglierli.

Una foresta tranquilla con la luce del sole che filtra attraverso gli alberi alti, creando una luce calda e un'atmosfera serena.
Ombra, riparo e tranquilla complessità

La foresta

Sotto la chioma si incontra un mosaico vivente: alberi maturi, giovani alberelli, siepi e la ricca lettiera di foglie che nutre funghi, insetti e uccelli. Alcune aree rimangono umide per scelta, permettendo a felci, anfibi e specie igrofile di prosperare; altre confinano con prati dove farfalle e impollinatori si muovono attraverso radure illuminate dal sole. La gestione avviene con una delicata potatura selettiva a mano, lasciando il legno caduto dove necessario, e con pause stagionali per proteggere la nidificazione e la fioritura. Si prega di attenersi ai sentieri segnalati, di camminare lentamente e di lasciare che sia il bosco a dettare il ritmo.
I nostri boschi sono al centro dell'equilibrio della tenuta: raffreddano l'aria, trattengono l'acqua e forniscono habitat stratificati che collegano prati e vigneti. I sentieri sono mantenuti leggeri e non invadenti, in modo che la foresta possa svolgere il suo lavoro silenzioso.